"Anura, incanto del Cuore"
l'ultimo libro di Sergio Onnis
"Se la notte ti recò un fremito saprai di chi non poté dormire. Al mattino, quando tenera la bocca porterai alla fonte, saprai della sete di chi canta in silenzio il tuo nome".
Chi parla è Sergio Onnis, ricercatore spirituale, studioso di meditazione trascendentale e di psicologia dell'anima, nonché agiografo. Ha curato la biografia storica dei più famosi frati cappuccini sardi, dai maestri del '600 a fra' Nicola da Gestori ed è l'unico biografo vivente di fra' Ignazio da Laconi. Autore di "Un Santo della Sardegna, Ignazio da Laconi" (1988), "Fra' Nicolau, Adiosu!" del '91, "Il Pettirosso" (1993), "Il Colle dei Santi" (1996) e "Rivolo Dolce" del 2001. Con i versi è come se dipingesse ciò che vede e sente elevando il bello nelle sue infinite espressioni.
Che cosa può dire del nuovo libro di poesie "Anura - incanto del Cuore"?
È la conseguenza temporale dei primi due, Il Pettirosso e Rivolo Dolce, ma è molto diverso dai precedenti, riflette una maturità nuova. È comunque sempre prosa poetica ed oscilla tra scritti espressi in capolavori di sintesi di una o due frasi o in brani, lettere, culminanti in veri e propri viaggi nel tempo e nel tempio dell'anima.
Perché questo nome?
Anura è una parola in sanscrito che significa Magia del Cuore o Cuore regale o, come da sottotitolo, incanto del Cuore. È ciò che di più profondo si possa definire ed attribuire.
Da dove ha preso l'ispirazione?
Dall'insegnamento dell'esperienza vissuta e viva. Mi spiego: noi abbiamo una anima, siamo anima; è come un morsetto che tiene uniti l'aspetto materiale e quello spirituale, metafisico dell'Esistenza. E noi con il pensiero e l'immaginazione astratta ci muoviamo all'interno di questo straordinario e immenso Universo.
Che cosa vuole comunicare al lettore?
Ricevo tantissimo dalle due Madonne della Vita, Conoscenza e Coscienza: più che un desiderio la mia è aspirazione ad aiutare a riflettere, a bagnarsi d'Armonia.
Che cosa prova quando scrive?
L'estasi. Sono felice come un bambino in volo. Sento dentro di me la vita, come una futura madre vivo tra gioia ed apprensione per ciò che mi accade; e non è facile tornare sulla dimensione terrena...
Si sente un artista?
Sì, certo, è un ruolo, una condizione dell'Anima. Ciascuno lo è a modo proprio, ciascuno lo vive come sente, in genere a piccole dosi perché ti fa traboccare la testa ed il cuore di intima ed irripetibile, estatica ebbrezza. Il vero artista cerca la comunione con la coscienza e con l'abbecedario della vita in mano.
Secondo lei chi è il poeta in genere?
Il Poeta è colui che traduce in Armonia ciò che vive, vede, sente ed è. Egli cerca di esporre nella maniera più precisa possibile ciò che è astratto in concreto. È poesia ciò che è Armonia ed accende i Cuori, ciò che mette in comunicazione l'Anima col sorriso.
E oggi è più difficile esserlo?
È sempre stato complesso più che difficile, semplice e non facile. È una questione di Amore, Luce e Buona Volontà combinate insieme secondo il Divino Equilibrio. È quasi impossibile, eppure accade. È l'Eterna Ricerca dell'Essere. È la Vita che chiama e riconosce la Vita.
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